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RIFLESSIONI SU DACCA

Sono passati 3 giorni dal terribile attentato in Bangladesh dello scorso venerdì sera, quando alcuni attentatori hanno seminato panico e morte facendo irruzione in un ristorante di Dacca e provocando una strage di 20 civili tra cui 9 italiani.


La matrice dell'attentato che ha colpito il cuore del Bangladesh è stata attribuita all'Isis che l'ha rivendicata. Su questo punto però rimangono delle incertezze, poiché rimane aperta la pista di un possibile coinvolgimento del gruppo Jama'tul Munjahideen Bangladesh.


Le notizie ufficiali, tuttavia, hanno parlato di un gruppo di giovani rampolli di ricche famiglie locali arruolatesi tra i terroristi semplicemente per moda.


Si tratta di un attentato che ha colpito un paese che ha sempre negato la presenza di infiltrazioni terroristiche nel suo territorio. In seguito a questo atto terroristico, il più sanguinario mai capitato in Bangladesh, il premier Sheick Hasina si è trovato costretto a guardare in faccia la realtà: l'Isis esiste anche in Bangladesh .


Il ministro degli esteri, Shadhul Haque, confessa di vedere un paese atterrito, spaventato, un paese che si chiede come abbia fatto l'Isis a radicalizzarsi così tanto, e soprattutto, come sia stato possibile che giovani Bengalesi, molti dei quali colti, con buone prospettive, abbiano sposato la causa Jihadista. È proprio questo aspetto che ci fa porre maggiori domande e terrorizza allo stesso tempo. Dalla triste storia dell'attentato emergono dettagli ancora più angoscianti come il racconto di un giovane bengalese musulmano, Farasz Hassain, che era all'interno del ristorante durante l'assalto del commando. Nonostante i miliziani gli avessero intimato di lasciare il locale, Hassain non ha voluto abbandonare le sue due amiche non musulmane, dimostrando un coraggio fuori dal comune. Di fronte al diniego ricevuto, gli attentatori lo hanno giustiziato insieme agli altri 19 ostaggi. Questo particolare ci fa riflettere come la religione sia solo un pretesto che copre un'ideologia ben più truce e pericolosa di quanto non si possa pensare. Il terrorismo non ha religione né nazionalità. Chi ha ucciso era un terrorista, solo un terrorista.

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